5Ge, 5G e 5G+: facciamo chiarezza sulla nuova connettività di rete

Stiamo assistendo ad un’epoca tecnologia rivoluzionaria in termini di connettivià, in quanto se fino a poco tempo fa nessuno sapeva cos’era il nuovo standard di rete 5G, ormai questa parola è sulla bocca di tutti, anche per via dei “complottisti” del caso che vedono proprio nel 5G addirittura l’attore principale nella pandemia da Coronavirus Covid-19. Detto ciò, con l’avvento di Android 11 saranno tante le nuove icone inserite nel sistema, tante delle quali serviranno a identificare proprio lo stato di connessione del nostro smartphone, che potrebbe trovarsi nella condizione di mostrarci segnali come 5Ge, 5G e 5G+. Ma cosa significano queste identificazioni, che differenza c’è tra le tre?

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Un punto fermo sul 5G è la velocitò di connessione con cui riesce a performare e relativa stabilità, permettendo lo sfruttamento appieno di applicativi in ambito IoT (Internet of Things). Ma come avete intuito dalle prime righe dell’articolo, la rete 5G non è unica in quanto dietro si sviluppano diverse tecnologie, proprio come per la rete 4G che comprende diverse tipologie, quali 4G+, LTE, LTE-A, LTE+ etc..

Nel caso della connettività 5G, Android la dividerà in tre gruppi: 5Ge, 5G e 5G+ . Le loro differenze sono sostanzialmente queste: velocità massima, portata e bande (frequenza) utilizzata.

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La rete 5Ge in realtà non si identifica come un 5G puro, in quanto non sfrutta la nuova tecnologia di connessione ma risulta essere piuttosto un’evoluzione dello standard 4G LTE Advance, una rete attualmente utilizzata da AT&T negli Stati Uniti.

5Ge, 5G e 5G+: facciamo chiarezza sulla nuova connettività di rete

La connessione 5Ge non è altro che la più conosciuta 4G LTE Advance Pro, una connessione che offre Carrier Aggregation, una tecnologia che consente di unire almeno 3 bande, modulazione 4×4 MIMO e QAM di 256 satelliti (256-QAM). Una rete in grado di gestire velocità fino a 375 Mbps ma ancora sotto standard 4G. Altri nomi dati sono: 4G LTE-A Pro, 4.5G Pro, 4.9G e Pre-5G.

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La prima vera rete 5G che Android identificherà è conosciuto anche come 5G sub-6GHz, nome commerciale per tutte quelle connessioni che operano al di sotto della banda a 6 GHz. Quando opera a frequenze medie, la sua copertura è molto ampia, divenendo perfetta per portare il segnale in località remote, ma tuttavia la sua velocità non è molto superiore a quella offerta dal 5Ge. L’implementazione di tale tecnologia risulta semplice sia in termini economici che strutturali poichè può utilizzare molte infrastrutture dalle attuali reti LTE 4G .

Inoltre, la connessione 5G ha anche un altro vantaggio, e cioè che tornerà a utilizzare alcune frequenze riservate a tecnologie inattive.

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Siamo giunti infine allo standard 5G+, conosciuto anche come rete mmWave . Questa è una connessione che opera a frequenze ultra elevate, tra 24 e 100 GHz. Molti operatori assicurano che avrà velocità elevate quanto la fibra ottica.

La velocità che riesce a raggiungere questa super rete è di 100 Gbps, ma in questo caso ci sono diversi ostacoli per la sua implementazione: il primo a livello di costo in quanto occorrono nuove infrastrutture ed in secondo luogo al fatto che copertura è molto limitata, dipendendo da molte antenne per singola sessione.

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Il 5G+ riesce a malapena a superare i 200 metri senza perdita di prestazioni, purché non abbia muri attorno, in quanto non è in grado di attraversarli. La sua portata massima è di circa 1 km (senza ostacoli), ma la perdita di prestazioni è notevole.

Queste limitazioni la rendono una rete ideale per spazi aperti come una piazza o un centro commerciale. È anche ideale per le reti private, poiché il suo raggio ridotto impedisce a qualcuno di intercettarla facilmente.

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